NEWS 03 OTTOBRE 2007
UE/ENERGIA: La Commissione difende le sue proposte alla conferenza di Madrid – Il Presidente Barroso invita ad un dibattito sul nucleare.
Davanti ai dirigenti delle principali
imprese europee del settore energetico –Areva, EDF, Endesa, ENEL, E.ON,
Iberdrola, Repsol, Royal Dutch Shell, RWE e Union Fenosa – riuniti
lunedì 1° ottobre a Madrid per una conferenza sulle sfide energetiche
europee organizzata in omaggio all’ex Commissario europeo dei Trasporti,
la signora Loyola de Palacio (deceduta nel 2006), il Presidente della
Commissione europea José Manuel Barroso e i suoi colleghi Andris
Piebalgs (Energia) e la signora Neelie Kroes (Concorrenza) hannodifeso
con fermezza le loro proposte per migliorare il funzionamento del
Mercato interno (3° pacchetto legislativo sul Mercato interno
dell’Energia).
Passando in rassegna le proposte presentate alla Commissione –
separazione immobiliare (unbundling) delle attività di
produzione/distribuzione e di reti di trasporto degli operatori
energetici, clausola di salvaguardia per controllare l’accesso delle
reti di trasporto europee agli operatori energetici di paesi terzi,
poteri rafforzati per i regolatori nazionali dell’elettricità e del gas
e Agenzia comunitaria per rafforzare la loro cooperazione, misure per
una maggiore cooperazione tra gestori di reti di trasporto (GRT) e
esigenza di piani d’investimento nelle reti per 10 anni, trasparenza
maggiore dei mercati a beneficio dei consumatori – Andris Piebalgs ha
confermato due progetti prossimi per la politica energetica comunitaria:
una nuova direttiva sulle energie rinnovabili e una strategia per lo
sviluppo delle tecnologie energetiche. Il Commissario ha ugualmente
annunciato che la Commissione preparerà nel 2008 una seria d’iniziative
in materia d’efficienza energetica (norme minimali per i prodotti,
migliore etichettatura, norme migliorate per l’edilizia, sistemi di
trasporto con più prestazioni nelle città europee…).
Con riferimenti chiari ad un ricorso al nucleare difficilmente
evitabile, l’intervento del Presidente Barroso è stato senz’altro il
punto saliente della conferenza. Centrando il suo approccio su una
necessaria “terza rivoluzione industriale” basata sulle nuove tecnologie
energetiche per fare dell’economia europea un’economia con scarso
consumo di carbonio, Barroso ha ricordato che “gli Stati membri non
possono permettersi di evitare la questione dell’energia nucleare. Serve
un dibattito franco ed esauriente su questo problema”. Non è compito
dell’UE decidere se gli Stati membri devono ricorrere al nucleare o
meno. Ma l’UE può fruire un contributo in settori determinanti e
connessi, quali la ricerca e la sicurezza”, ha affermato. Più prudente,
Andris Piebalgs ha chiesto di “avere il coraggio di discutere”. Il
commissario all’Energia ha dichiarato tuttavia lo stesso giorno in
un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais, che sarebbe necessario
mantenere un livello di 30% di elettricità d’origine nucleare per
garantire la sicurezza energetica dei Ventisette.
Invitato a chiarire, davanti alla stampa di Bruxelles, queste prese di
posizione, il portavoce della Commissione Johannes Laitenberger ha
confermato lunedì la posizione “agnostica” di Barroso in materia
nucleare. “Il Presidente raccomanda soltanto ad alcuni Stati membri di
riflettere seriamente su questa questione. Non bisogna interpretare i
suoi termini diversamente”, ha precisato. Secondo vari osservatori
interrogati da EUROPE, è invece difficile negare la posizione di Barroso
a favore di una fonte di energia che ha il vantaggio, secondo i suoi
promotori, di non produrre gas a effetto serra, di permettere all’UE di
diminuire la propria dipendenza energetica dall’esterno e di offrire
maggiore visibilità in termini di costi.
A Madrid, gli industriali del settore dell’energia hanno fatto proprie
le dichiarazioni del Presidente della Commissione. “Siamo di fronte ad
una rinascita del nucleare”, ha dichiarato rallegrata la signora Anne
Lauvergeon, Presidente del primo gruppo mondiale di energia nucleare, il
francese Areva. Presidente di EDF, Pierre Gadonneix si è dichiarato
“convinto del fatto che il nucleare sia la risposta ai problemi europei.
Il bouquet energetico è fondamentale. Non dovremmo trascurare nessuna
tecnologia. Sono chiaramente a favore dell’energia nucleare e delle
fonti rinnovabili”, ha aggiunto l’amministratore generale dello spagnolo
Endesa, Rafael Miranda. Il presidente di E.ON, Wulf Bernotat, ha
invitato l’opinione pubblica a “cambiare abitudini” in Germania, dove il
dibattito sul nucleare, tema “molto religioso”, “deve avere il proprio
posto”. Invitando i politici a “dibattere, ma anche a prendere
decisioni”, la signora Lauvergeon ha chiesto un dibattito “meno
ideologico e più pragmatico”. “Tutti sanno che dobbiamo discutere sul
nucleare. Quando ne discutiamo privatamente, tutti sono d’accordo”, ha
esclamato Gadonneix, concludendo poi: “Il problema non è tecnologico, si
tratta di rendere il nucleare accettabile dall’opinione pubblica. È un
tema chiaramente politico nel quale la Commissione deve svolgere un
ruolo”.
UE/COMUNICAZIONE: La Commissione propone un accordo interistituzionale per rendere formale l’impegno delle istituzioni europee a comunicare.
La Commissione europea adotta, oggi, una
comunicazione di seguito del Libro Bianco del febbraio 2006 relativa a
una politica di comunicazione europea. Proporrà al Parlamento e al
Consiglio di rendere formali le azioni di comunicazione compiute a
livello europeo attraverso l’elaborazione nel 2008 di un accordo
interistituzionale. Questa proposta sembra costituire un passo indietro
rispetto alle prime ambizioni di elaborare una Carta europea
sull’informazione e la Comunicazione. Tuttavia, l’accordo
interistituzionale dovrebbe dare più forza all’impegno delle istituzioni
europee e degli Stati membri ad informare i cittadini europei e a
dialogare con loro. Elaborato grazie ad un programma di lavoro annuale,
individuerà le priorità comuni dell’UE in materia di comunicazione e
sottolineerà i diritti e i principi che le istituzioni europee dovranno
rispettare, quando comunicheranno. Il Comitato economico sociale ed
europeo e il Comitato delle Regioni saranno invitati a parteciparvi come
osservatori. Tutto ciò verrà fatto preservando la capacità delle
istituzioni e degli organi interessati nel portare avanti azioni
autonome.
La Commissione incoraggerà la firma di partenariati in materia di
comunicazione con gli Stati membri interessati (ad esempio il Belgio), e
con le amministrazioni regionali. Una simile cooperazione esiste già con
Germania, Ungheria e Slovenia. Prossimamente saranno creati a Tallinn,
Dublino e Madrid degli “Spazi pubblici europei”; si tratterà di luoghi
di incontri aperti al pubblico o nei quali saranno organizzati
avvenimenti legati all’Europa. La Commissione intende inoltre
identificare gli aspetti legati all’istruzione per i quali un’azione
europea potrebbe comportare vantaggi per l’azione degli Stati membri,
unici competenti in materia d’istruzione. Conformemente ad una proposta
del Parlamento europeo, la creazione di reti esplorative d’informazione
è all’esame in vista di migliorare la comunicazione tra i dirigenti
politici europei e nazionali, i giornalisti e i relais di opinioni.
Sebbene intenda migliorare la qualità dei sondaggi dell’Eurobarometro,
la Commissione abbandona invece l’idea di un osservatorio indipendente
dell’opinione pubblica. Infine, la Commissione adotterà nei prossimi
mesi due documenti strategici: - il primo, presentato prima della fine
del 2007, verterà sull’evoluzione del portale Europa e l’uso di internet
per sostenere le iniziative pubbliche o provate dedicate all’Europa; -
il secondo, annunciato per l’inizio del 2008, presenterà la nuova
strategia audiovisiva della Commissione che sarà destinata in
particolare a raddoppiare le capacità del servizio “Europe by satellite”
(EbS). Tramite una relazione di seguito del “Piano D come dibattito,
dialogo e democrazia” che presenterà nella primavera 2008, l’istituzione
europea lancerà un certo numero d’iniziative volte a stimolare il
dibattito democratico nel quadro della ratifica del Trattato europeo
correttivo e a incoraggiare la partecipazione alle elezioni europee del
2009.
UE/FORUM 2007 DELLA BEI: La Banca evidenzia le energie pulite.
Al Forum 2007 tenutosi il 27 e 2!
Settembre a Lubiana, la BEI ha rafforzato il sostegno alle energie
pulite lanciando un Fondo CO2 innovativo e investendo 450 milioni di
euro per migliorare l’efficacia energetica, il rilancio delle
rinnovabili e il calo dell’emissione di gas a effetto serra nell’UE,
annunciando l’adozione di una politica nuova di prestito per i
trasporti. L’insieme delle iniziative si inserisce nel piano d’azione
per la politica energetica definito al Consiglio europeo di marzo.
Trasporti
Rispondendo alla volontà espressa a giungo dai ministri dei trasporti UE
di sviluppare una strategia comune per il settore, la BEI migliora la
politica di prestito nel campo, modificando i criteri di screening per i
progetti in base alla problematica del mutamento climatico. Adotterà un
approccio volto ad esaminare efficacemente il modo di rispondere alla
domanda per il settore continuando a rispettare l’impegno per le reti
transeuropee.
Le priorità saranno la ferrovia, le vie marittime interne e i progetti
marittimi, in particolare le autostrade del mare e i trasporti urbani e
le piattaforme intermodali. Per accedere ai finanziamenti tutti i
progetti stradali devono provare i vantaggi economici che presentano. La
BEI vuole porre l’accento sulle attività di dimostrazione e innovazione
(RDI) dei costruttori auto, in particolare per il rendimento energetico,
la riduzione delle emissioni e l’aumento della sicurezza. Il
finanziamento BEI per produrre auto sarà selettivo e limitato ai
progetti nelle regioni obiettivo 1 le cui politiche rispettano quelle
ambientali ed energetiche UE.
I progetti di aeroporto saranno finanziabili dalla BEI se avranno alto
interesse economico e se esamineranno la possibile futura eventualità di
calo della domanda a causa delle probabili tasse sulle emissioni dei
trasporti aerei. La gestione della navigazione aerea merita una
particolare attenzione e la BEI finanzierà solo acquisti di aerei in
casi eccezionali, con forte valore aggiunto dimostrato.
Fondi CO2
La creazione del Fondo CO2 per il dopo 2012 che dovrebbe avere 100
milioni di euro deriva dalla cooperazione BEI con l’Istituto di Credito
Oficial (LCO), la KfW Bankengruppe e la Banca nordica di investimento (NIB)
per il settore del mutamento clima. Il fondo vuole sostenere il valore
di mercato delle unità di riduzione di emissioni di CO2 prodotte dopo il
2012, data di scadenza del protocollo di Kyoto. La BEI con i partners ha
concepito il fondo per incoraggiare e agevolare gli investimenti in
progetti che comportino crediti CO2 in una prospettiva che superi
l’orizzonte solito.
Con il fondo i capitali pubblici “pazienti” che saranno un
catalizzatore, rafforzeranno il ruolo dei crediti CO2 come strumento di
finanziamento di progetti. Il Fondo sosterrà l’elaborazione di progetti
positivi per l’ambiente riguardo alle rinnovabili, all’efficacia, alle
foreste e al metano acquisendo crediti CO2 nati dal limite, dalla
prevenzione, dal calo emissione di gas a effetto serra. (GES) per il
2012/2013 (dopo la seconda fase del sistema UE di scambio quote
emissioni (SCEQE) e il periodo di avvio del Protocollo di Kyoto, per una
durata lunga abbastanza per incidere in modo rilevante sulla redditività
dei progetti).
Le attività del fondo CO2 per il dopo 2012 saranno gestite giorno per
giorno da un gruppo indipendente nel quadro delle linee direttive
operative e strategiche dettagliate. Per orientare gli stanziamenti dopo
Kyoto il Fondo CO2 sarà diverso non solo dalle attività BEI colite per
il finanziamento CO2, ma anche dai prodotti di mercato.
5 nuovi prestiti per offerta energetica e promozione di energie
rinnovabili e per l’efficacia energetica.
Il Forum 2007 BEI è stai poi contesto della firma di 5 prestiti per
aumentare l’offerta energetica promuovendo le energie rinnovabili e
l’efficacia energetica UE.
- La BEI presterà 350 milioni di euro per rendere moderna la produzione
elettrica slovena. Il progetto riguarda la costruzione a Sostanj di una
centrale a vapore di 600 MW; utilizzando una tecnologia di avanguardia
per ridurre il CO2 emesso partendo da lignite, sfrutterà tale risorsa
locale e soddisferà la crescente domanda di energia rendendo sicura la
fornitura.
- La BEI investirà 25 milioni di euro nel fondo DIF per le rinnovabili
basato su apporto di fondi propri per tali energie nel nord ovest UE
(Olanda, Belgio, Francia, Germania, Danimarca, Regno Unito), in
particolare il fondo si baserà sull’eolica ma altri progetti potranno
essere sostenuti.
- Un altro investimento di 25 milioni di euro sarà destinato al fondo
Enercap Power che finanzia progetti con rinnovabili in Europa centrale e
del Sud-est in particolare per Ungheria, Slovacchia, Polonia e Croazia.
Il fondo sosterrà progetti basati sull’uso di tecnologie provate in
campo eolico, ma anche per biocarburanti e altri settori di energie
rinnovabili.
- La BEI erogherà un prestito quadro di 30 milioni di euro al Fondo
sviluppo ambientale sloveno per finanziare progetti di efficacia
energetica e di energia rinnovabile e per acqua e risanamento.
- La BEI presterà 13 milioni di euro finanziando l’ultimazione della
centrale idroelettrica ad accumulazione con pompaggio a Avce in
Slovenia. Essa ridurrà il CO2 con energia disponibile in ore di non
grande domanda (notte) pompando acqua che restituirà, producendo
elettricità nelle ore di punta.
Avvio con successo dell’IFPR con 395 milioni di finanziamenti in gran
parte per le rinnovabili.
Il Forum 2007 dà occasione alla Commissione e alla BEI di evidenziare il
successo dell’avvio dello strumento di finanziamento con rischi
condivisi (IFPR), ultima iniziativa comune di BEI e Commissione. LA
soluzione di finanziamento apporta un ulteriore sostegno alla R&S e
all’innovazione nell’UE. Le prime operazioni dell’IFPR riguardano
progetti per le rinnovabili.
Oltre alle rinnovabili l’IFPR contribuisce a progetti per biotecnologie,
engineering, produzione e auto, tecnologie di informazione e
infrastrutture di ricerca UE.
Le prime operazioni BEI con l’IFPR riguardano le rinnovabili e
l’efficacia energetica e auto, engineering e biotecnologie.
Una forte domanda si delinea nei settori prioritari della strategia di
Lisbona e per il settimo programma quadro UE e nelle piattaforme
tecnologiche UE e nelle iniziative congiunte. I maggiori beneficiari
dell’IFPR saranno imprese medie e PMI, e anche grandi imprese ed enti
pubblici e privati.
I primi progetti di ricerca dell’IFPR sono: centrale elio termica a
Andasol, per costruire 2 centrali a concentrazione di 50 MW e ognuna
nella valle a nord della Sierra Nevada; centrale elio termica di Solucar,
Spagna, per costruire una centrale a concentrazione a ovest di Siviglia
con una tecnica diversa dal progetto Andasol; attività dimostrativa e
innovatrice (RDI) sulle rinnovabili in Spagna; sviluppo di avanzate
tecnologie per le rinnovabili in particolare per produrre bioetanolo;
efficacia energetica delle auto, AVL, Austria che sviluppa sistemi
propulsivi puliti per le auto e ricerca su accumulatori a idrogeno, nano
compositi e tecnologie motoristiche per aumentare l’efficacia energetica
abbattendo l’incidenza sul mutamento climatico; RDI sui sistemi di
scarico e riscaldamento, Eberspagher, Germania; sviluppo di sistemi
innovativi di scarico e riscaldamento per auto e camion con ricerche
termodinamiche e dinamica dei flussi e per depurazione gas di scarico e
riduzione di rumore; strumento per ricerca auto per le imprese medie e
PMI in Germania, uno strumento di credit bail tecnologico per la
componentistica auto per finanziare la RDI con contratti per i diritti
di proprietà intellettuale con la Deutsche leasing, maggior organo
tedesco di leasing; RDI per le biotecnologie, Zeltia Pharmaceutical,
Spagna: finanzia attività di ricerca per rafforzare l’impresa per
oncologia e malattie rare, vendendo 4 farmaci per il trattamento di 4
tipi di tumore.
Per info sull’IFPR:
www.eib.org/products/loand/special/rsff/
UE/CESE/ECONOMIA: Le raccomandazioni del Comitato per aumentare crescita e occupazione nel quadro di una sana economia.
Nella plenaria del 26 settembre il CESE
ha adottato a forte maggioranza 3 pareri di iniziativa per vari temi
chiave dell’integrazione economica. Il primo: “Economia UE: bilancio
2006. Rafforzare la zona euro: principali priorità politiche (rel.
Burani; gruppo datori di lavoro, italiano, correlatore Derruine,
lavoratori, belga) e l’altro su “Conseguenze economiche e sociali
dell’evoluzione dei mercati finanziari” (relatore Derrine) e il terzo su
“politiche economiche che agevolano la strategia industriale europea”
(relatore signora Florio, lavoratori, italiana).
Presentando i tre pareri in plenaria il Presidente della sezione
economica del CESE Dassis (gruppo lavoratori, greco) insiste per il
maggior coordinamento della zona euro, una trasparente regolazione e un
efficace controllo della finanza creativa e una politica economica che
promuova una strategia industriale UE.
La realizzazione degli obiettivi permette l’aumento di crescita e
occupazione in un’economia sana. Dassis ha ricordato ai responsabili
nazionali e UE che l’euro deve essere al servizio dei cittadini, del
lavoro e del benessere insistendo sul necessario controllo
dell’evoluzione dei mercati finanziari e degli speculatori.
Il CESE accoglie con riserva l’idea di un fondo europeo di stabilizzazione
Adottando il parere Burani-Derrine con
113 voti contro 2 il Comitato chiede una convergenza delle politiche
economiche, monetarie e occupazionali creando riunioni miste dell’eurogruppo
e del Consiglio lavoro.
Il Comitato afferma che il peso dell’euro come valuta internazionale
deve dare la necessaria autorità per proporre la sua candidatura alla
sede del FMI. Non si tratta di prendere il seggio di un paese del FMI,
ma di fare entrare un nuovo membro.
Il Comitato accoglie con riserva l’idea di un fondo europeo di
stabilizzazione per limitare il divario di crescita tra i paesi UE.
Sarebbe alimentato dall’eccedente di entrate fiscali avute nei periodi
positivi economicamente per finanziare progetti d’interesse per l’UE
Il CESE chiede un nuovo equilibrio tra azionisti e lavoratori
Il CESE con 115 voti contro 25 e 13
astensioni approva il parere Derruine, critico per lo sviluppo di
mercati finanziari. Un parere definito non partigiano dal relatore,
essendo sostenuto dal patronato. Pensa che nel parere sia importante il
legame tra sviluppo di mercati finanziari e situazione
economico-sociale.
Il Comitato ammette che i mercati non evolvono autonomamente ma vi sono
conseguenze sul modello sociale e la coesione. “I sistemi economici e
sociali esistenti sono interdipendenti”,ha detto un sindacalista belga.
La posta in gioco del parere è che ci vuole equilibrio tra azionisti di
un’impresa e lavoratori. Lo squilibrio si riflette anche nell’evoluzione
esponenziale dei mercati finanziari e di Borsa negli ultimi anni in
contrasto con un diritto del lavoro che evolve in senso contrario, non
dando ai lavoratori protezioni sufficienti per i contratti e per la
formazione.
La flessibilità e il precariato in aumento del lavoro sono variabili di
aggiustamento aziendale ha detto Derruine.
Il CESE raccomanda: di creare strumenti statistici per valutare
l’industria degli hedge funds e private equities; alla Commissione, di
incoraggiare e continuare con le parti (banche, associazioni di
consumatori, poteri pubblici) le iniziative per aumentare l’informazione
e la comprensione dei consumatori per i servizi finanziari; alle imprese
in Borsa riacquistate, di pubblicare informazioni se si ritirano dalla
Borsa; per i fondi pensione, di attuare una strategia a lungo termine, e
dare agevolazioni fiscali potrebbe portarli a integrare qualità e
responsabilità sociale nelle politiche di investimento; a Commissione e
paesi UE, di vegliare a che la responsabilità sociale delle imprese
integri l’insieme delle parti, compresi i fondi di investimento
Per il CESE la BEI deve contribuire alla coesione economica e sociale
Adottando con 129 voti contro 2 e 5 astenuti la relazione Florio il CESE pensa che ci voglia maggiore integrazione dei grandi orientamenti di politica economica, GOEPS nella strategia di Lisbona; maggiori iniziative per investimenti innovativi e nelle nuove tecnologie industriali; la BEI deve contribuire alla coesione economica e sociale. Per le politiche fiscali il CESE chiede un calo degli oneri amministrativi per le PMI in particolare.